Anche il Comune di Peschiera Borromeo, non può prescindere dall’art.21 della nostra Costituzione

“Bugiardi seriali” e “inatittudine al ruolo”, questa volta sono le critiche su Facebook del Consigliere Massimo Chiodo ad essere considerate diffamatorie da Sindaco e Assessori

Peschiera Borromeo (Mi), 21 gennaio 2020. La vicenda resa nota ieri da Massimo Chiodo, se mai ce ne fosse stato bisogno, conferma ancora una volta la permalosità di questa Giunta, e l’assoluta incapacità di gestire le critiche. Questa volta la frase sotto accusa è “bugiardi seriali” e “inatittudine al ruolo”. Alla luce di tutto ciò, anche la nota  vicenda dell’estate scorsa - il Peschiera Gate -, quando la polizia locale pretese le scuse da una cittadina per un commento sgradito su Facebook “amministrazione ridicola”, invitandola a scrivere una email al sindaco, trova la collocazione ideale nel fantastico mondo di Peschiera Borromeo. Dopo che la Procura della Repubblica si espressa due volte derubricando le accuse di diffamazione depositate dal Sindaco di Peschiera Borromeo Caterina Molinari, dall’Assessore alla Cultura Chiara Gatti, e dell’allora Consigliere comunale Raffaele Vailati, nei confronti del Consigliere di minoranza Massimo Chiodo, a normale e legittimo esercizio di critica politica e commento delle azioni della maggioranza, c’è da sperare che Caterina Molinari la chiuda qua con questi atteggiamenti arroganti e tesi sempre ad intimorire chi si permette di criticare lei o i suoi assessori. Francamente non se ne può più. E per chiudere una volta per tutte la stagione della caccia alle streghe, è utile sottolineare alcuni passaggi dell’Ordinanza di Archiviazione a firma del Giudice delle indagini preliminari Dott.ssa Tiziana Gueli. La quale scrive sul’atto giudiziario: «Non si ravvisa alcuna lesitività del prestigio e dell’onore dei querelanti; invero le asserzioni censurate costituiscono espressione del diritto di critica politica […], nell’ambito di un confronto tra persone pubbliche; non può infatti prescindersi il ruolo politico rivestito da tutte le parti coinvolte e dall’eleaborazione giurisprudenziale in materia che riconosce maggiore ampiezza alla critica ove politica», il magistrato continua escludendo ogni qualsiasi attacco personale gratuito come i querelanti lamentavano. Nel finale sancisce un principio giurisprudenziale che sarebbe utile che oltre la Giunta lo facesse proprio tutta la maggioranza: «La critica, ancor più quella politica, quale espressione di opinione meramente soggettiva, ha per sua natura carattere congetturale, e non può per definizione, pretendersi rigorosamente obiettiva e asettica». Ma non solo, i giudici spiegano anche che Massimo Chiodo esercitando i suoi diritti, ha agito nell’interesse della comunità. Il segnale adesso è arrivato chiaro, la Magistratura lo ha decretato ancora una volta: il diritto di critica al pari di quello di cronaca è inviolabile. Soprattutto se è espreso nel merito dei provvedimenti, e se sono rispettati i parametri di veridicità, pertinenza e continenza. Ancora una volta bisogna ricordare a questa amministrazione, e ai suoi adepti che, l’art. 21 della nostra Costituzione Repubblicana che disciplina il diritto di opinione, è imprescindibile, anche a Peschiera Borromeo, e che il sindaco deve confrontarsi con l’opposizione, che svolge ( o dovrebbe svolgere), il suo ruolo di controllo e critica.
Giulio Carnevale

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