Come ogni primavera, i campi dove non vengono utilizzati diserbanti si riempiono di fiori di papavero

Da non confonderlo con il papavero da oppio (Papaver somniferum), che ha fiori bianchi, rosa, o violacei

Papaveri

Papaveri

Come ogni anno, fanno capolino sui lati dei sentieri od in mezzo ai campi i bellissimi papaveri!
Il più conosciuto è il cosiddetto "rosolaccio", o Papaver rhoeas, dai petali rossi, dai boccioli ricadenti e pelosetti, dalle capsule (i frutti) di forma curiosa. Quando, da piccolo, mio nonno ci portava a raccogliere i fiori, quelli di papavero erano i miei preferiti! Allora ce ne erano abbondanti! Oggi, invece, un po' meno, poiché, essendo considerati delle infestanti, vengono regolarmente diserbati. Questi piccoli fiori, da sempre protagonisti della pittura degli impressionisti (es. Monet), devono il loro nome alla deriviazione sanscrita "papavara" (succo pernicioso). Il nome della specie deriva invece dal greco "poia rhoia" che vuol dire melograno, per il colore rosso, da entrambi condiviso. I nostri bei papaveri non sono, attenzione, quelli tossici. Essi contengono solo alcuni alcalodi il più importante dei quali è la rhoedina, un blando sedativo. Notazione a latere: cosa sono gli alcalodi? Sono sostanze organiche, di origine vegetale, che hanno particolari effeti farmacologici (vedi caffeina, stricnina, morfina), e che hanno, come caratteristica chimica ricorrente, dei "gruppi amminici". Cosa sono? Le ammine sono composti derivati sostanzialmente dall'ammonica (NH3), in cui uno, due o tre atomi di idrogeno vengono sostituiti da altri gruppi di sostanze.
Il potente parente del rosolaccio è il papavero da oppio (Papaver somniferum), che ha fiori bianchi, rosa, o violacei. Il lattice che fuoriesce dalle capsule non ancora mature è l'oppio, che contiene l'alcaloide più famoso: la morfina. La morfina ha effetti analgesici ma specialmente euforizzanti, ed il suo uso è molto conosciuto. L'oppio ed i suoi effetti sono conosciuti da tempi antichissimi, e sembra che già gli Egizi ne facessero uso. Farmacologicamente fu Paracelso, (un originale medico, alchimista, astrologo, inventore della "iatrochimica", la cura delle malattie attraverso l'uso delle sostanze minerali) sembra, ad inventare la tintura di oppio, il cosiddetto "laudano", che dal 1500 in avanti fu usato come droga.
Nel bene e nel male (ma solo per come l'uomo le utilizza) le nostre amiche piante non finiscono mai di sorprenderci!

Mario Pria

Dr.agr. Mario Emanuele Pria - Manutenzione giardini e terrazzi - Corsi online di giardinaggio - www.marioemmepi.it - marioemmepi@gmail.com - 3356032955

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