La Poiana è un ottimo predatore che resta appollaiato su un posatoio finché non individua una preda adatta |Gallery|

Nelle zone di pianura, in Lombardia, è presente come nidificante nei boschi in prossimità dei maggiori fiumi e nei lembi residui di foresta planiziale, molto frequente nelle zone agricole in inverno.

Foto Walter Ferrari

Walter Ferrari Tel. 339.76.15.179 E-mail carengione@libero.it
Mi capita spesso, in ogni stagione dell’anno, durante le mie passeggiate in pianura, di sentire un verso lamentoso e scrutando il cielo vedo alta la Poiana che volteggia da sola o in compagnia di  altri 3 o 4 esemplari sfruttando le correnti d’aria.
Mi diverto ad osservarla  con il naso all’insù: mi ricorda l’Aquila in montagna, alla quale assomiglia molto nel comportamento anche se le  dimensioni  sono più ridotte.
Nel giugno 2018 ho avuto l’opportunità di fotografare con il teleobiettivo  un piccolo nel suo nido nell’Oasi Carengione, ed un altro  alla C.na Nuova di Premenugo di Settala.
Nel mondo esistono molte specie diverse di poiane, tra queste certamente la Poiana comune, di cui parliamo, è quella più diffusa.
La Poiana è un rapace diurno di medie dimensioni appartenente all’ordine ACCIPITRIFORMES, famiglia ACCIPITRIDAE. Il suo nome scientifico è Buteo buteo.
Ha una lunghezza tra i 55 e 60 cm.  con una apertura alare dai 120 ai 140 cm., mentre il suo peso si aggira tra i 900 e i 1000 gr. per il maschio e 1100-1200 per la femmina. Le ali sono  ampie e arrotondate e la  coda è piuttosto corta. Il colorito è bruno scuro superiormente; le parti inferiori delle ali sono molto variabili, spesso con ampie zone chiare e solo un bordo esterno scuro. La coda è anch’essa caratterizzata da barre sottili e scure. Due volte l’anno, in aprile e novembre avviene la muta.
In volo la testa appare incassata fra le spalle e le ali sono tenute leggermente rialzate,  con un profilo frontale a forma di “V” aperta.
La Poiana è un ottimo predatore che resta appollaiato su un posatoio finchè non individua una preda adatta, dopodichè la raggiunge con un volo rapido e silenzioso e la cattura con i potenti artigli;  si nutre soprattutto di piccoli mammiferi: roditori, quali arvicole, topi campagnoli, toporagni, lepri, minilepri e conigli selvatici, ma anche di anfibi e rettili in proporzioni variabili a seconda dell’ambiente e della stagione. Capita che si nutra anche di carcasse, però solo in mancanza di prede vive.
Le parate nuziali hanno luogo in inverno e quando la coppia si forma, collabora alla costruzione del nido,  che in genere viene collocato su alberi ad alto fusto oppure sulle pareti rocciose. La femmina depone  2 o 3 uova nel periodo tra aprile e maggio.  La cova  dura solitamente 35  giorni e si alternano sia il maschio  che la femmina. I piccoli restano nel nido per i successivi 40-50 giorni; dopo questo periodo i giovani sono completamente autonomi e pronti per spiccare il volo.
La Poiana  frequenta ambienti  semi-boscati con alternanza di zone a vegetazione erbacea in cui caccia e zone a vegetazione arborea dominante in cui colloca i nidi. Le campagne alberate sono particolarmente favorevoli alla specie, che si adatta meglio di altri rapaci  alle trasformazioni ambientali operate dall’uomo.
E’ difficile  vedere la Poiana in stormi; gli individui mostrano un comportamento gregario solamente durante gli spostamenti migratori.
È uno dei rapaci diurni più diffusi e ampiamente distribuiti. Nidifica in tutta Europa ad eccezione dell’Islanda e  della parte più settentrionale della Scandinavia. In Italia è presente ovunque vi siano boschi adatti, soprattutto nelle zone di media montagna. Nelle zone di pianura, in Lombardia, è presente come nidificante nei boschi in prossimità dei maggiori fiumi e nei lembi residui di foresta planiziale, molto frequente  nelle zone agricole  in inverno. È una specie stanziale osservabile tutto l’anno.


Testo e foto  di  Walter Ferrari