La strada Pandina: 18 chilometri di storia da Melegnano a Pandino

Un percorso antico voluto da Bernabò Visconti nel Trecento, ancora in gran parte percorribile oggi

Il Castello di Pandino

Il Castello di Pandino

Foto Walter Ferrari

Una strada nata per unire due castelli

La Pandina è una strada antica, per lo più ancora esistente, che congiunge il castello di Melegnano al castello di Pandino, con un'interruzione all'attraversamento dell'Adda.

La strada, che per secoli dall'epoca remota era un sentiero, fu regolata e ingrandita tra il 1350 e il 1370 da Bernabò Visconti, nel periodo in cui era il «signore» di questa zona. Venne da lui ricostruita perché voleva velocizzare il collegamento tra i due castelli di sua appartenenza, quello di Melegnano e quello di Pandino, e anche perché consentiva a lui e ai suoi amici di accedere più rapidamente alla riserva di caccia lungo il fiume Adda nel territorio di Spino.

Il signore dei castelli e la passione per la caccia

A Bernabò Visconti si deve la costruzione di altri castelli, oltre a Melegnano e Pandino: Desio, Senago e Cusago. Nessuno di questi fu costruito in posizione militarmente strategica e risulta verosimile, secondo alcuni storici, che venissero utilizzati per diletto, per cercarvi l'isolamento e la tranquillità e soprattutto la possibilità di poter praticare la caccia, per la quale aveva una passione maniacale. A Spino teneva i suoi numerosissimi cani, custoditi dai contadini della zona. Dalle numerose lettere scritte dalle varie residenze risulta infatti che le località più frequentate da Bernabò furono Pandino e Melegnano. È naturale, quindi, che egli decidesse di far costruire una strada di collegamento tra le due località: una strada totalmente rettilinea, come rimane tuttora, lunga complessivamente circa 18 km. Non si conosce il sistema utilizzato alla sua origine per permettere l'attraversamento dell'Adda: è possibile che fosse previsto un ponte di barche, ovvero che l'attraversamento avvenisse a guado, approfittando delle basse acque del fiume in quella zona.


Castello Melegnano

Castello Melegnano

Foto Walter Ferrari

Il declino dopo la morte di Bernabò

Bernabò Visconti morì nel 1385, dopo sei mesi di prigionia nel castello di Trezzo, dopo essere stato spodestato dal nipote Gian Galeazzo. Il castello di Melegnano e quello di Pandino passarono in mano a diversi proprietari nel corso dei secoli e non vi era più motivo di spostarsi da un castello all'altro. L'importanza della strada diminuì, anche se una carta del Lodigiano del 1709 la riporta ancora in evidenza in tutto il suo percorso, e pare indicare un ponte a Villa Pompeiana.

Fiume Adda

Fiume Adda

Foto Walter Ferrari

Il tracciato oggi: dalle provinciali allo sterrato

Il tracciato è ancora in gran parte esistente, con l'eccezione del possibile ponte sull'Adda. Nelle province di Milano e Lodi coincide con la strada provinciale 138 (con il medesimo numero per entrambe le province) e congiunge Melegnano con Villa Pompeiana (frazione di Zelo Buon Persico) passando per Mulazzano. Il tratto in provincia di Cremona, oltre il fiume Adda, compreso tra Spino d'Adda e Pandino coincide con l'odierna strada provinciale 91.


La Mappa

La Mappa

Foto Walter Ferrari

La strada Pandina inizia a Melegnano ed esce dalla città incrociando la via Cerca; passa Dresano, poi entra in provincia di Lodi a Mulazzano, dove la strada scavalca con un ponte ad arcata il canale Muzza (costruito tra il 1220 e il 1230). Prosegue quindi verso Villa Pompeiana, nel comune di Zelo Buon Persico, dove l'attuale provinciale termina sulla Lodi-Merlino, mentre la strada antica prosegue verso l'Adda nelle vicinanze del Parco ittico. In prossimità del fiume il tracciato non è chiaramente individuabile, per un fitto bosco, ma ritorna visibile subito al di là dell'Adda, sull'argine in provincia di Cremona. Qui, con il nome di strada Gamello (omonima della cascina), prosegue, parzialmente su sterrato, sotto le cascine Canova e Fornace, nel comune di Spino d'Adda. Riprende poi come strada provinciale a partire dal bivio della ex statale 415 Paullese, attraversa Nosadello, già nel comune di Pandino, interseca la provinciale Bergamina ed entra nel centro abitato e arriva al castello.


Nosadello

Nosadello

Foto Walter Ferrari

Un percorso da riscoprire, in auto e in bicicletta

Per esperienza personale ho percorso l'intera strada più volte con l'automobile e in alcuni tratti in bicicletta. Ho trovato molto interessante il tragitto dal punto di vista naturalistico, nelle vicinanze delle grandi vie d'acqua che la intersecano, ovvero: canale Muzza, canale Vacchelli (costruito tra il 1887 e il 1892) e fiume Adda.

Testo e foto: Walter Ferrari


Walter Ferrari

Walter Ferrari

Foto Walter Ferrari