Il Germano reale è l’anatra più comune, più amata e più cacciata in tutto il mondo |Gallery|

Può raggiungere una lunghezza di 56 cm nel maschio e di 52 cm nella femmina; l’apertura alare va da 80 a 90 centimetri; il peso oscilla tra i 1000 e i 1.300 grammi

Walter Ferrari Tel. 339.76.15.179 E-mail carengione@libero.it

In Italia è migrante, svernante e nidificante, principalmente nella Pianura Padana.

Il Germano reale è l’anatra più comune, più amata e più cacciata in tutto il mondo. Non disdegna la vicinanza dell’uomo, tant’è che mentre camminavo in una roggia ho potuto fare foto e video ad una germana al nido ad 1 metro di distanza. Anni fa una coppia fece il nido sopra al tetto del cascinotto nel mio orto. Ho visto persino adulti con piccoli nel centro di Milano: Parco Sempione, Parco Indro Montanelli e Orto Botanico di Brera. Durante un viaggio ad Amsterdam, circa 30 anni fa, rimasi colpito dalla gran quantità di germani  presenti nei numerosi canali che attraversano la città: ho ancora impresso nella memoria  alcune anatre sullo zerbino di una casa che riposavano in tutta tranquillità.
Conosciamolo più da vicino.
Il Germano reale ( Anas platyrhynchos) è un uccello appartenente alla famiglia degli Anatidae; nel nostro Paese è noto anche come capoverde.  Originario dell’Emisfero Nord (Eurasia), si trova “di passo” un po’ dovunque si trovino specchi d’acqua, dal livello del mare fino a 1500 metri d’altitudine.  I maschi sono più numerosi a causa della mortalità che si registra nel sesso femminile durante il periodo dell’incubazione.
Il Germano reale può raggiungere una lunghezza  di 56 cm nel maschio e di 52 cm nella femmina; l’apertura alare va  da  80 a 90 centimetri;  il peso oscilla  tra i 1000 e i 1.300 grammi.
Assai  marcate sono le diversità tra i due sessi per quanto riguarda la colorazione del piumaggio ; il maschio, in livrea nuziale, presenta la testa verde con riflessi metallici verdi, un collare bianco e il  collo bruno rossiccio. La coda è scura con qualche punta  di bianco. Il resto del corpo è grigio brillante con alcuni riflessi argentei. Il  becco è di colore giallo, le zampe rosso arancione  e l’occhio bruno. A fine estate  l’appariscente abito nuziale  viene cambiato  con un nuovo piumaggio  di colore bruno macchiettato marrone scuro ( abbastanza simile a quello della femmina).
La femmina ha colori mimetizzanti: macchiata di bruno e marrone scuro, becco bruniccio, sopracciglio  marrone scuro, gola beige; i fianchi hanno una colorazione più chiara, le zampe sono di  colore arancione spento, meno vivo rispetto a quello del maschio.
Gli anatroccoli, che nascono privi di penne e piume, sono ricoperti di un soffice piumino bicolore, petto e ventre gialli, dorso e fianchi marroni con alcune  macchie gialle, testa gialla con sopracciglio e chioma marroni.
Il Germano reale trascorre gran parte della giornata sull’acqua e si spinge sulla terraferma solo per la nidificazione o per riposare. I suoi ambienti prediletti sono dunque quelli che presentano specchi o corsi d’acqua tranquilli come paludi, stagni, laghi e fiumi; circondati  da porzioni di terreno sufficienti per sistemarvi il nido e sorvegliarlo.
Quella del Germano reale è una specie monogama; il corteggiamento comincia  a fine  ottobre e continua fino a marzo; la coppia, una volta formatasi, resta insieme per l’intera stagione riproduttiva (da marzo a luglio). Le femmine effettuano una sola deposizione all’anno; se però le uova andassero distrutte, per esempio a causa dell’attacco di un predatore, la femmina effettuerà una seconda deposizione.
Il nido viene costruito dalla femmina che inizia a prepararlo circa un mese prima  della deposizione. Per la costruzione del nido vengono usati piccoli rametti e paglia intrecciati; l’interno viene rivestito con erba e piume  che la femmina strappa  da un punto particolare del proprio petto.
La femmina depone dalle 5 alle 15 uova dal guscio chiaro. La durata della cova è di circa 30 giorni ed è solo la femmina ad occuparsene. I piccoli vengono nutriti dalla femmina; il maschio ha invece l’incarico di proteggere la famiglia. I piccoli resteranno con la madre fino alla stagione autunnale.
Praticamente onnivora, questa anatra  si ciba di tutto ciò che riesce a trovare immergendo solo il becco sott’acqua ( la coda rimane fuori) ,  o razzolando sul terreno.  Grazie alla sua docilità e adattabilità è diventata il prototipo dell’anatra domestica. Ha un volo molto potente, con battito d’ali molto regolare, in grado di sfidare anche forti venti. Forma stormi solitamente piccoli e poco compatti, che volano nella tipica formazione a “V”.
In Italia è migrante, svernante e nidificante, principalmente nella Pianura Padana.

Testo e foto di Walter Ferrari