Il biacco, un innocuo serpente nero che popola i nostri campi |Gallery|

Le dimensione del biacco possono essere notevoli infatti mediamente è lungo dai 130 ai 150 cm, ma può raggiungere anche i due metri

Walter Ferrari Tel. 339.76.15.179 E-mail carengione@libero.it
Mi è capitato spesse volte di incontrare in maniera casuale, passeggiando in ambienti naturali come oasi, boschi, parchi ecc… questo bel serpente. Non di rado lo si trova anche nei giardini di casa. Di recente ben 4 esemplari di notevoli dimensioni, circa 150 cm, si sono introdotti  all’interno della casa di un mio amico  a Bustighera di Mediglia con grande spavento degli abitanti. Non sapendo come comportarsi, hanno chiamato la Forestale che li ha prelevati, trattandosi di specie protetta, per poi rilasciarli all’Oasi Carengione.
Se dovesse capitare anche a voi, niente panico, si tratta di un serpente che non è assolutamente aggressivo e pericoloso, non è velenoso, quindi ha come unica difesa la fuga, e in questo è molto bravo, infatti può arrivare a percorrere  anche 10 km all’ora. Non solo, è anche un bravo scalatore ed un abile nuotatore.  Se però viene attaccato tende a mordere  a ripetizione e,  sebbene il suo morso non sia pericoloso, è comunque poco piacevole, quindi se lo vedete in giardino, meglio non impaurirlo perché la reazione potrebbe essere quella descritta. La cosa migliore da fare se si avvista un biacco è quella di lasciarlo stare, se non è disturbato, se ne andrà per la sua strada.
Ma che tipo di serpente è la biscia nera? Conosciamola più da vicino e impariamo  a distinguerla  dagli altri serpenti in modo da non arrecarle danno e, se proprio non ci piace, allontanarla senza farle del male.
Il Biacco (nome scientifico Hierophis viridiflavus) è un serpente non velenoso della famiglia dei Colubridi.
La sua colorazione è dominata nelle parti superiori dal nero, motivo per cui è chiamata anche biscia nera, il ventre è di colore chiaro. Il capo e il dorso hanno  screziature di colore giallo che formano una sorta di reticolo. Sul ventre è possibile  distinguere  un fascio di linee longitudinali  giallo-verdastre.
I piccoli invece, fino all’età di un anno, hanno  una colorazione caratteristica: la testa presenta già il reticolo giallo e nero mentre il resto del corpo ha una tonalità grigio-celeste uniforme.
Le dimensioni del biacco possono essere notevoli, infatti mediamente è lungo  dai 130  ai 150  cm, ma può raggiungere anche i 2 metri.
La testa  di questo serpente è ovale (quella della vipera è a cuneo con un restringimento del collo in prossimità del capo), il corpo snello, la coda sottile, gli occhi sono sporgenti, ben grandi e con una pupilla rotonda, elemento di distinzione con la vipera che  ha la pupilla verticale e stretta.
Il biacco si nutre di altri rettili (in particolare piccoli sauri ed altri serpenti, dalle bisce d’acqua alle vipere, di uova di uccelli e nidiacei o anche adulti di specie piccole), di piccoli mammiferi (in particolare di topi ) e anfibi; occasionalmente nuota agilmente in immersione, alla ricera di piccoli pesci.
È specie ovipara. L’accoppiamento avviene ad inizio giugno e la femmina depone le uova, da 5 a 15, ai primi di luglio. I piccoli  nascono verso la fine di agosto, dopo una incubazione di 6-8 settimane, e sono lunghi 20 cm.  La maturità sessuale, e quindi la colorazione tipica, avviene verso il 3°-4° anno di vita.
Il biacco è un serpente decisamente diurno ed  eliofilo che troviamo in attività solo durante le belle giornate, la rapidità dei movimenti ed i suoi riflessi pronti dipendono infatti dal raggiungimento della temperatura corporea ottimale di 37°.
Ai primi freddi di ottobre e fino alla fine di marzo  va in ibernazione.
Il suo stile di vita è all’insegna dell’adattabilità colonizzando gli ambienti più disparati e trovandosi a proprio agio a terra quanto sugli alberi. In genere apprezza molto i muretti a secco ove può trovare numerose tane oltre alle sue prede preferite: le lucertole.
Il biacco vive prevalentemente nei paesi dell’Europa centro-meridionale e nel bacino del Mediterraneo. Nel nostro paese è presente praticamente su tutto il territorio, isole comprese. Infatti è il  serpente italiano più comune e , come tale, paga ogni anno un pesante scotto perendo  sotto le “generose”  bastonate di gitanti e fungaioli improvvisati.
Il biacco è in Convenzione di Berna, quindi è protetto in tutte le regioni italiane che hanno deciso di applicarla  con apposito decreto regionale.

Testo e foto di  Walter Ferrari