Rubrica di Walter Ferrari: il Ramarro |Gallery|

La forma del corpo è quella tipica delle lucertole, ma di dimensioni maggiori. Gli esemplari adulti possono raggiungere i 40 cm di lunghezza, compresa la coda, anche se generalmente non supera i 35 cm

Foto di Walter Ferrari

Walter Ferrari Tel. 339.76.15.179 E-mail carengione@libero.it
Quand’ero bambino, negli anni 50/60 del secolo scorso, Peschiera Borromeo era ricca di  vegetazione, fossati, fontanili, boschetti e prati ed era normale per me e per i imiei amici , non avendo  TV e  giochi a disposizione, passare il tempo libero  all’aperto alla scoperta della natura, e in particolare a rincorrere  lucertole, piccoli animali che da sempre affascinano i più piccoli per la rapidità con cui spariscono alla vista  e ai tentativi di acchiapparle. Oggi, dopo tanti anni, sono ancora affascinato da questa specie, in particolare dal Ramarro, che cerco di “catturare” con la macchina fotografica, per poi ammirarne  gli stupendi colori.
La  curiosità mi porta di conseguenza ad approfondirne la conoscenza per trasmetterla ai miei fedeli lettori. 
Il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) è un sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti.
La forma del corpo è quella tipica delle lucertole, ma di dimensioni maggiori. Gli esemplari adulti possono raggiungere i 40 cm di lunghezza, compresa la coda, anche se generalmente non supera i 35 cm. La livrea del maschio è verde con striature nero-brunastre sul dorso e gialle sul ventre; nella stagione riproduttiva la gola diventa di colore azzurro intenso. La femmina è di colore dal verde al beige. Le zampe sono dotate di cinque dita munite di piccoli artigli. I maschi sono decisamente più grandi e hanno teste grosse e possenti, usate come arma e deterrente durante le dispute territoriali.
Il  ramarro è un  animale territoriale con abitudini diurne. Frequenta di preferenza i pendii assolati, i prati con cespugli, le boscaglie e i bordi di strade e sentieri. Non è facilmente visibile a causa della sua indole timida che lo spinge a nascondesi in presenza dell’uomo. Contrariamente alla Lucertola muraiola non si arrampica volentieri, ma preferisce restare mimetizzato nell’erba.  Una delle sue principali difese è infatti il mimetismo: la sua colorazione  riprende la colorazione dell’ambiente  per non farsi scorgere dai predatori. Se viene catturato si difende attivamente, mordendo l’aggressore e tenendo la presa a lungo; ciò nonostante, è del tutto innocuo per l’uomo.
La temperatura del suo corpo è uguale a quella dell’ambiente circostante (specie ectoterma); se sente freddo si sposta in zone più calde o al sole, se invece sente caldo si sposta in zone più fresche, all’ombra, nelle fessure del terreno o tra i cespugli.
La sua coda, se tirata, si spezza in un punto preciso (autotomia) e continua a muoversi autonomamente. Questo gli consente la fuga da un eventuale predatore. In seguito essa si rigenera nel giro di alcune settimane: la nuova coda avrà una colorazione diversa dalla precedente e sarà leggermente più tozza.
I ramarri si nutrono di insetti, altri piccoli artropodi (ragni, scorpioni) ma anche di piccoli vertebrati (serpenti, altri rettili ecc.) e di uova di uccelli. La loro alimentazione  è integrata da bacche e altri prodotti vegetali. Nella stagione riproduttiva, i maschi  lottano tra loro sollevando la parte anteriore del corpo, in modo da evidenziare il sottogola azzurro, e avanzano frustando l’aria con la coda, finchè il rivale non dà segni di sottomissione.
Durante l’accoppiamento il maschio morde la femmina su un fianco per tenerla ferma : in primavera  è quindi possibile riscontrare sul loro corpo evidenti cicatrici a forma di “V”.
Gli accoppiamenti avvengono  tra la fine di aprile e l’inizio di giugno e le uova vengono deposte dopo circa un mese, in  numero  variabile da 10 a 20 e lunghe di 16-18 mm.  Vengono  collocate in buche scavate nel terreno, al riparo della vegetazione, e si schiudono dopo 2-3 mesi circa. Quando nascono i piccoli individui, simili agli  adulti in miniatura, sono già capaci di cacciare autonomamente e non hanno alcun rapporto con i genitori.
Il ramarro va in letargo da novembre a febbraio e può raggiungere 15 anni di vita.
Un tempo tutti i ramarri europei erano considerati come un’unica specie: lacerta viridis. Oggi si  preferisce  chiamare i ramarri dell’Europa dell’ovest come Ramarro occidentale  (Lacerta bilineata)  e quelli dell’Europa dell’Est come Ramarro orientale  (Lacerta viridis).
Il ramarro occidentale è presente in Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Germania,  in tutta la penisola italiana, in Sicilia e nell’Isola d’Elba. In Sardegna è assente.
La  specie è  tutelata  dalla  normativa europea e dalla Regione Lombardia.

Testo e Foto di   Walter Ferrari

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